Ci sono canzoni che restano in attesa del proprio momento. “Memorie della musica”, scritta da Giampiero Artegiani e Marcello Marrocchi, era destinata a Maria Carta e avrebbe dovuto accompagnarla al Festival di Sanremo del 1993. Più di trent’anni dopo, il brano torna in una nuova versione che mette in dialogo la registrazione originale di Maria con la voce di Sandra Ligas.
Due voci che non cercano di somigliarsi
La forza dell’operazione sta nel rispetto delle differenze. Sandra Ligas non tenta di sostituire Maria Carta e la voce storica non viene ridotta a una citazione. Le due interpretazioni conservano identità, epoche e sensibilità riconoscibili. Proprio questa distanza crea l’incontro: una memoria che continua a parlare e una voce contemporanea che decide di ascoltarla.
Una staffetta fra generazioni
Nel 2025 Sandra Ligas ha ricevuto il Premio Maria Carta per il contributo alla cultura e alla lingua sarda. “Memorie della musica” rende ora quel legame ancora più concreto. La tradizione non viene trattata come un’immagine immobile, ma come materia viva: può passare da una generazione all’altra, cambiare forma e raggiungere persone che non avevano conosciuto la prima storia del brano.
La Sardegna come linguaggio aperto
Nel percorso di entrambe le artiste l’identità sarda non è mai un recinto. Maria Carta ha portato la cultura della propria terra verso un pubblico internazionale; Sandra Ligas continua a lavorare su lingua, appartenenza, pace e memoria con una sensibilità attuale. Il progetto ideato da Mario Ana tiene insieme queste due traiettorie e affida alla musica il compito di superare il limite del tempo.
Non nostalgia, ma circolazione della memoria
Recuperare una voce del passato potrebbe trasformarsi facilmente in un gesto celebrativo. Qui, invece, il materiale d’archivio genera una nuova uscita e una nuova possibilità di ascolto. I videoclip previsti mostrano prima il dialogo virtuale fra le due artiste e poi Sandra da sola: una scelta che chiarisce il senso dell’eredità, ricevere qualcosa senza rinunciare alla propria identità. Dal 28 agosto il passato non viene soltanto conservato: torna a partecipare al presente.


